Zone di Rispetto Venatorio (Z. R. V.)

In osservanza ai dettami della legge regionale 2/95, vengono individuate le norme per la gestione del territorio a fini faunistici, per la regolamentazione dell’attività venatoria e per la tutela delle specie di fauna selvatica. Il territorio viene suddiviso in comprensori omogenei, all’interno dei quali viene distinto il territorio a divieto di caccia, quello sottoposto a caccia programmata, quello libero per lo svolgimento dell’attività venatoria ed infine quello destinato a gestione privata della caccia. Nei comprensori vengono individuati gli A. T. C. e tutti gli altri istituti faunistici previsti dalla legge quadro nazionale 157 / 92. Buona parte di questi vengono individuati ed autorizzati dalla regione o dalla provincia (che rappresentano gli Enti preposti alla determinazione dei programmi e degli indirizzi per la gestione venatoria ed al suo controllo sul territorio), altri vengono proposti direttamente dagli A. T. C. è questo il caso delle Zone di Rispetto Venatorio (Z. R. V.). Il c. d. g. dell’A. T. C. può proporre la istituzione e regolamentazione delle Z. R. V. (legge regionale 2/95, art. 26, comma 5) anche temporanea, nelle quali possono essere compiute le catture di fauna selvatica per fini di ripopolamento. In pratica le Z. R. V., anche se si differenziano per dimensione e durata, assumono finalità e caratteristiche simili alle Z. R. C.; anzi dovrebbero essere istituite prima delle Z. R. C. per testare l’idoneità ambientale e territoriale necessari per il successo di una Zona Ripopolamento e Cattura.